“E’ inopportuno riavviare un sistema di
tracciabilità dei rifiuti come il Sistri, che ha già dato numerose prove di
inefficienza, scarsa trasparenza e inadeguatezza. Non riteniamo che il Sistri
possa essere attuato nei tempi operativi fissati. Va, quindi, sostituto con un
nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che risponda a criteri di
efficienza, trasparenza, economicità e semplicità ”. Lo ha affermato Cesare
Fumagalli, Segretario Generale della Confartigianato, intervenuto a nome di Rete
Imprese Italia all’audizione sulla “Conversione in legge del Dl 31 agosto 2013”
tenuta di fronte alla 13a Commissione Territorio e Ambiente del Senato.
In attesa che il Sistri venga abbandonato, Rete
Imprese Italia chiede che:
1) al sistema di tracciabilità aderiscano solo i
produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono
o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori
esteri che operano sul territorio nazionale;
2) per questi operatori sia prevista una fase
sperimentale del sistema, da definire con decreto entro il 31 dicembre prossimo,
che duri fino al 31 dicembre 2014 e sia prorogabile per non oltre sei
mesi;
3) ogni sanzione per violazioni relative agli
obblighi derivanti dal sistema informatico di controllo della tracciabilità dei
rifiuti sia sospesa per tutta la fase sperimentale;
4) i contributi versati dalle imprese per
l’iscrizione al Sistri negli anni 2010, 2011 e 2012 siano restituiti o possano
compensare altri prelievi fiscali.
Roma, 19 settembre 2013
Benvenuti nel nostro blog, siamo impegnati al fianco delle imprese per affrontare le tante problematiche insieme.
venerdì 20 settembre 2013
lunedì 16 settembre 2013
I risultati dell’Osservatorio di Confartigianato: è sempre emergenza crediti insoluti, poco rispettata la legge sui tempi di pagamento. I privati sono peggiori pagatori rispetto alla Pa
La legge sui tempi di pagamento
in vigore dall’1 gennaio 2013 stenta ad essere rispettata dai committenti
pubblici e privati. Lo confermano le segnalazioni di artigiani e piccoli
imprenditori all’Osservatorio attivato il 31 gennaio 2013 da Confartigianato e
visibile sul sito della Confederazione (www.confartigianato.it).
I risultati sono stati comunicati oggi dal Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti nel corso di un incontro con il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani.
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio di Confartigianato soltanto il 13,4% degli imprenditori rileva che i tempi di pagamento della Pubblica amministrazione si sono accorciati, mentre il 68,7% li considera invariati e il 17,9% segnala che si sono addirittura allungati.
Il fenomeno dei ritardati pagamenti si è aggravato nelle transazioni commerciali tra privati, dove si concentra l’87,5% dei crediti insoluti a danno degli artigiani. Il 36,6% dei piccoli imprenditori dichiara che i tempi di pagamento dei privati si sono allungati, a fronte del 50% che non ha rilevato cambiamenti, mentre solo il 13,9 % segnala una diminuzione dei tempi per veder saldate le fatture.
Dall’Osservatorio emerge poi che oltre il 50 per cento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le piccole imprese è fatto da crediti di modesta entità, fino a 2000 euro, e soltanto il 3,6% dei crediti supera i 50.000 euro, a dimostrazione della complessità amministrativa e farraginosità delle procedure.
Il dato cambia nei crediti verso altre imprese private: la quota di debiti fino a 2000 euro riguarda il 22,3% delle imprese creditrici, mentre i debiti fino a 50.000 euro riguarda il 25% degli imprenditori.
“A 8 mesi dall’entrata in vigore – ha sottolineato il Presidente Merletti - l’applicazione delle nuove norme in Italia risulta ancora scarsa e, addirittura, il fenomeno dei crediti insoluti è peggiorato nei rapporti tra privati. Per quanto riguarda i debiti della Pa subiamo gli effetti di un sistema di regole e procedure, soprattutto per l’esigenza di tenere i conti pubblici sotto controllo, che ha frenato l’efficienza amministrativa dei processi di pagamento, fino a produrre debiti arretrati che superano la cifra di 91 miliardi”. “Tra le cause dei debiti dei privati – ha aggiunto Merletti – vi sono le inefficienze della giustizia civile, che rendono conveniente essere cattivi pagatori”.
Roma, 13 settembre 2013
I risultati sono stati comunicati oggi dal Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti nel corso di un incontro con il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani.
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio di Confartigianato soltanto il 13,4% degli imprenditori rileva che i tempi di pagamento della Pubblica amministrazione si sono accorciati, mentre il 68,7% li considera invariati e il 17,9% segnala che si sono addirittura allungati.
Il fenomeno dei ritardati pagamenti si è aggravato nelle transazioni commerciali tra privati, dove si concentra l’87,5% dei crediti insoluti a danno degli artigiani. Il 36,6% dei piccoli imprenditori dichiara che i tempi di pagamento dei privati si sono allungati, a fronte del 50% che non ha rilevato cambiamenti, mentre solo il 13,9 % segnala una diminuzione dei tempi per veder saldate le fatture.
Dall’Osservatorio emerge poi che oltre il 50 per cento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le piccole imprese è fatto da crediti di modesta entità, fino a 2000 euro, e soltanto il 3,6% dei crediti supera i 50.000 euro, a dimostrazione della complessità amministrativa e farraginosità delle procedure.
Il dato cambia nei crediti verso altre imprese private: la quota di debiti fino a 2000 euro riguarda il 22,3% delle imprese creditrici, mentre i debiti fino a 50.000 euro riguarda il 25% degli imprenditori.
“A 8 mesi dall’entrata in vigore – ha sottolineato il Presidente Merletti - l’applicazione delle nuove norme in Italia risulta ancora scarsa e, addirittura, il fenomeno dei crediti insoluti è peggiorato nei rapporti tra privati. Per quanto riguarda i debiti della Pa subiamo gli effetti di un sistema di regole e procedure, soprattutto per l’esigenza di tenere i conti pubblici sotto controllo, che ha frenato l’efficienza amministrativa dei processi di pagamento, fino a produrre debiti arretrati che superano la cifra di 91 miliardi”. “Tra le cause dei debiti dei privati – ha aggiunto Merletti – vi sono le inefficienze della giustizia civile, che rendono conveniente essere cattivi pagatori”.
Roma, 13 settembre 2013
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